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Trucchi per imparare la Tavola Pitagorica (tabelline delle moltiplicazioni)

Ritratto di Fixus

La tavola pitagorica, ovvero la tabella con tutti i risultati delle moltiplicazioni, era stampata su quasi tutti i quaderni di scuola del 1958.

Oggigiorno è stata fatta un po a pezzi e cosi le tabelle son diventate le famose "tabelline" delle moltiplicazioni tanto odiate dai bimbi.

Molti le studiano a memoria ma non tutti hanno una memoria brillante e poi dopo un pò si dimenticano.

Allora si può ricorrere a qualche trucco ben noto in oriente dove le sanno bene.

  • Come è noto nelle tabelline ci sono molti risultati uguali dove si invertono i moltiplicatori: 6x8=8x6
  • E poi si può risparmiare tempo ed evitare confusione escludendo le tabelline banali dell'1 e del 10.
  • E anche le tabelline del 11 e del 12 sono escludibili perchè sono semplici e ricavabili dalle precedenti.

Quindi tagliando quà e là riduciamo il numero di moltiplicazioni da ricordare a memoria da 81 a sole 36.

 

Tavola Pitagorica Classica:

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24
3 6 9 12 15 18 21 24 27 30 33 36
4 8 12 16 20 24 28 32 36 40 44 48
5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60
6 12 18 24 30 36 42 48 54 60 66 72
7 14 21 28 35 42 49 56 63 70 77 84
8 16 24 32 40 48 56 64 72 80 88 96
9 18 27 36 45 54 63 72 81 90 99 108
10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120
11 22 33 44 55 66 77 88 99 110 121 132
12 24 36 48 60 72 84 96 108 120 132 144

 

Tabelline "Furbe":

  n. Minore

n.

M
a
g
g
i
o
r
e

1 2 3 4 5 6 7 8 9
2 4              
3 6 9            
4 8 12 16          
5 10 15 20 25        
6 12 18 24 30 36
     
7 14 21 28 35 42
49
   
8 16 24 32 40 48
56
64
 
9 18 27 36 45 54
63
72
81

 

Come NON studiare le tabelline:

Come dicevamo non è bene studiare le tabelline a memoria: "Tre, sei, nove, dodici,.. trenta."
Perchè se poi cerchiamo per esempio "tre per otto".. un bambino, noi o comunque il nostro cervello, andra a cercare in sequenza ripetendo la tabellina memorizzata e magari viene anche da tenere il conto con le dita.
Questo sistema può andar bene per controllare ma anche se fatto veloce è lungo e rischioso.

Sapere le tabelline così, è poco utile, anzi dannoso, perché:

  1. E' inefficiente, infatti ci vuole un sacco di tempo per dire quanto fa 3 x 8 o 3 x 9; di conseguenza un ragazzo rimane indietro nell'eseguire i calcoli, si sente insicuro, perde la fiducia in se stesso e alla fine odia la matematica.
  2. Non aiuta a richiamare alla mente la fattorizzazione di un numero, a trovare rapidamente il mcm e il MCD, e quindi, ad esempio, ad operare con le frazioni.

 

Come studiare le tabelline:

Un buon metodo di studio è l'esecuzione di moltiplicazioni prese a caso o meglio ancora parzialmente a caso.

Per esempio, escludendo magari la tabellina del 2, si può cominciare da quella del 3 e poi scegliendo numeri a caso fare:
3x5, 3x8, 3x3, 3x9.. raggiunta una certa sicurezza si può passare alla tabellina sucessiva.

Per una prima memorizzazione corretta e per rompere la sequenzialità può essere ottimo fare in sequenza le operazioni x9 x7 x5 x3 x8 x6 x4

Tra l'altro per i piu grandi, utilizzando la tabella "Furba" si scopre che i numeri più difficili da memorizzare stanno tutti nelle tabelline del 7, 8 e 9 moltiplicando dal 6 in su e quindi come per magia le moltiplicazioni da ripassare bene si riducono in tutto a sole "10" combinazioni.

Poi per esercitarsi torna comodo un mazzo di carte ben mescolato senza figure per cui:

  • Potremo fare moltiplicazioni tra numeri che difficilmente si ripeteranno se scartiamo le carte già usate.
  • All'inizio possiamo imporre la prima carta e variare solo la seconda.
  • Possiamo cambiare entrambe le carte per aumentare la difficoltà
  • Oppure possiamo pescare una carta e metterla sulla precedente estratta piu altra per avere un conto facile e viceversa per avere un conto tra numeri maggiori
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Commenti

Ritratto di Renato

Ed ad esercitarsi con la continua autocorrezione usando il giochino della girandola delle tabelline? Sulle novità 2008 del sito www.sordinella.it c'è un filmato che la spiega.


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