2 Aprile 2005, Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla, Il Papa dei giovani, è Trapassato.
Uno degli aspetti che ha forse maggiormente caratterizzato l'operato di Carol Woytyla è stato proprio il suo impegno a favore dei ragazzi
Roma - "Carissimi giovani, al termine dell'Anno Santo, affido a voi il segno stesso di quest'Anno Giubilare: la Croce di Cristo. Portatela nel mondo, come segno dell'amore del Signore Gesù per l'umanità ed annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c'è salvezza e redenzione". Queste le parole di Giovanni Paolo II il 22 aprile 1984, consegnando ai giovani la Croce dell'Anno Giubilare della Redenzione. Uno degli aspetti che ha forse maggiormente caratterizzato l'operato di Carol Woytyla è stato proprio il suo impegno a favore dei ragazzi . Il primo raduno delle Giornate Mondiali della Gioventù si è svolto in Piazza San Pietro la Domenica delle Palme del 1986.
E' da allora che ha preso il via un appuntamento che vuole sottolineare l'impegno apostolico dei giovani a livello sia locale sia universale. "Le Giornate, infatti, accogliendo un'iniziativa partita dai giovani stessi, sono nate dal desiderio di offrire loro significativi 'momenti di sosta' nel costante pellegrinaggio della fede, che si alimenta anche mediante l'incontro con i coetanei di altri Paesi ed il confronto fra le rispettive esperienze " scrisse Giovanni Paolo II nella sua lettera in occasione del seminario di studio sulle GMG promosso a Czestochowa.
"Papa Giovanni Paolo II è sicuramente il papa dei giovani. Da sempre li ha messi al centro dell'attenzione in un modo assolutamente responsabile". Così Beatrice Cecchinato, presidente della Confederazione Giovanile dei Veneti del Mondo, in queste ore di tensione e attesa ricorda la figura del pontefice. E responsabilità vuol dire presa di coscienza del mondo in tutte le sue sfaccettature, ma anche senso di partecipazione attiva ai bisogni, alle necessità che si evincono dal quotidiano, ma anche e soprattutto nelle possibilità che la società può dare alle nuove generazioni. "Il papa ha voluto responsabilizzare sia coloro che solitamente sono a contatto con i giovani per professione o per vocazione sia i ragazzi stessi nei confronti del mondo e nei confronti di questa chiesa". Una chiesa di apostolato nel senso più profondo del termine: "Di presenza, di concretezza, di gesti prima che di parole"
"Questo papa è stato una guida fondamentale per la gioventù - dice Paula Lucca, rappresentante della sezione giovanile dei Vicentini nel Mondo - Ha fatto capire loro quali sono i veri valori della vita, a cosa bisogna dare importanza in un mondo che in poco tempo è cambiato moltissimo". Grande significato assumono poi i viaggi di Giovanni Paolo II, il suo contatto con coloro che sono fuori dai confini nazionali. "Secondo me, ha voluto dare l'esempio ai giovani affinchè anche loro possano vedere cosa succede altrove, per avere la possibilità in futuro di trovare soluzioni alle situazioni di crisi presenti in tante parti della terra. Solo viaggiando si può venire a conoscenza delle realtà presenti nel mondo. Vi sono giovani che, pur avendone la possibilità, non sono a conoscenza di quello che accade fuori dalla propria nazione. Sarebbe necessario far comprendere loro che esistono nazioni povere, bisognose, come per esempio l'Africa. Territori in cui, allo stato attuale, c'è gente che muore di fame e la gioventù non riesce a sopravvivere. Ed è proprio questa la metafora, il messaggio profondo che io sono riuscita a vedere nei suoi viaggi e nella sua forte preoccupazione per i giovani".
Ed infine Papa Giovanni Paolo II è stato il papa del coraggio, come conclude Beatrice Cecchinato. "E' stato in grado di cantare, di emozionarsi di fronte agli spettacoli, di fronte alla musica. E' stato un papa che si è avvicinato alla gente prima che la gente si avvicinasse a lui"
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