In prima linea: ricordi di umanità e corsia nel reparto di chirurgia generale

Da fadmin , 9 Settembre 2026

Durante il tirocinio per il corso di Laurea in Infermieristica ho visto tanta sofferenza e tristezza nei volti della gente, ma ho visto anche tanti sorrisi e a volte anche tanta gioia nelle persone che ho incontrato. Mi è piaciuto da sempre parlare con i pazienti e con i loro parenti anche se a volte richiede molto impegno e pazienza dal punto di vista umano e psicologico.

Questa che racconto è un'esperienza molto particolare perchè ancora ricordo i volti delle persone coinvolte nella vicenda che sto per raccontare.
Era un pomeriggio di dicembre ed ero nel reparto di chirurgia generale dell'ospedale Sant'Anna per il mio tirocinio.

Entra una paziente in urgenza accompagnata dall'ambulanza per "ittero ostruttivo da carcinoma del pancreas", io stavo aiutando a sistemarla nella sua camera, dovevo completare la cartella infermieristica, preparare la flebo, reperire un accesso venoso.. ero talmente assorta da queste priorità che non ho avuto il tempo per conoscere la signora e la sua famiglia.

I giorni successivi avevo iniziato a parlare con quella deliziosa signora, dai modi gentili e molto educati, sempre molto calma nei suoi gesti con la sua settimana enigmistica e la Madonnina di Lourdes sul comodino. La cosa strana è che invece di notare il suo colorito francamente giallo, ero colpita dalla sua simpatia e socievolezza e solo dopo un po' mi accorsi del colore della sua pelle.

Negli orari di visita venivano sempre per lei il marito e i figli, anche loro sempre gentili ed educati; un giorno notai il marito della signora un po' triste e io anche se avevo molta paura decisi di avvicinarmi e semplicemente parlare.. sapevo che era poco e dentro di me mi sentivo impotente di fronte a tutta la sofferenza che stava vivendo. Con mia grande sorpresa vedevo che quando parlava con me il marito della signora si sentiva almeno in minima parte un pò sollevato e io ogni volta che potevo mi fermavo a parlare con lui, del suo dolore, dei suoi figli, di quanto anche loro soffrissero per questa brutta malattia che era capitata alla mamma..

io semplicemente ero lì.. presente, cercavo di non lasciarli soli..

Ricordo ancora quei giorni con tristezza, ma anche con affetto e faccio tesoro di questi ricordi.